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Referendum, le ragioni del

04/03/2008


Il Comitato Rinnovamento e Trasparenza, promotore del Referendum del 16 marzo, organizza per questa sera un incontro aperto al pubblico.

L'appuntamento è alle ore 21,00 presso il Centro Sociale di Fiorentino.

Il testo del volantino "pro-sì" del Comitato. Diciamo "Sì" per abrogare l'art.17 della L.131/2005 e cancellare da San Marino, rendendoli così perseguibili, i contratti di lavoro interinale (o lavoro in affitto). Diciamo "Sì" per abrogare l'art.18 della L.131/2005 e cancellare da San Marino, rendendoli così perseguibili, i Co.co.pro. (contratti di collaborazione continuativa a progetto). L'impresa ha sacrosanto diritto di flessibilità, che le va assicurato, ma non ledendo i diritti dei lavoratori! Il lavoro interinale lede il diritto all'uguaglianza di trattamento tra colleghi, perché il lavoratore affittato può percepire stipendi variabili, in base al paese in cui è assunto, ed è fortemente ricattabile, perché non viene assunto ma solo “usato”. Questo sì che indebolisce il movimento dei lavoratori! I Co.co.pro ledono i diritti di giusta retribuzione, non prevedono versamenti pensionistici, ferie, maternità, malattie, tredicesima, indennità di licenziamento ecc. Questo tipo di legislazione, per uno dei massimi esperti italiani, Mauro Gallegati, ha un solo scopo: “permette uno sfruttamento quasi legale del lavoratore”. In più il collegio dei garanti, approvando i quesiti, ritiene che queste modalità lavorative possano essere sostituite con delle normali assunzioni magari a tempo determinato. Diciamo "Sì" per istituire un meccanismo automatico di rivalutazione degli stipendi, perché solo così si potrà con certezza evitare altri contratti a “costo zero”. Il recupero della perdita di potere d'acquisto subita dai lavoratori per via dell'inflazione, è un diritto, e come tale va garantito! Le sirene dicono che questo meccanismo crea inflazione (secondo Beppe Scienza, autore del libro “Il risparmio tradito”, è una fandonia priva di senso), oppure che indebolisce il movimento sindacale. Bufale! Non facciamoci abbindolare. Diversi enti sammarinesi, politici, sociali ed economici (che però non accettano confronti pubblici con noi) sembra abbiano istituito “sante alleanze” contro questi referendum. Questo correre ai ripari (spesso distorcendo l'informazione a proprio favore), conferma che siamo sulla strada giusta: enti con interessi contrapposti si trovano d'accordo su questioni così scottanti... questo non lascia presagire che ci sia qualcosa sotto? Non lasciamoci sfuggire quest'occasione di civiltà, pretendiamo tutti insieme che se un'impresa vuole godere del “fisco leggero” della nostra Repubblica, lo faccia ad un patto: rispetti e tuteli i diritti dei lavoratori, non si permetta di abbattere le spese di produzione, sulla pelle dei dipendenti, piuttosto che investire in innovazione!