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Donne e lavoro, la ricerca Csdl

CRONACA :: 14/03/2008


La Confederazione Sammarinese del Lavoro ha illustrato l'esito dell'indagine "Donne e lavoro nella Repubblica di San Marino".

Sono 1,2 miliardi le donne che lavorano in tutto il mondo, 200 milioni in più rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, nel rapporto "Le Tendenze Globali dell'Occupazione Femminile" pubblicato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, le donne restano più esposte degli uomini alla disoccupazione, ai lavori a basso salario e rendimento. La loro vulnerabilità rimane ancora uno dei maggiori problemi, in particolare nelle regioni più povere del mondo.

La Csdl, per la prima volta a San Marino, scatta una fotografia della condizione della donna nel mondo del lavoro. La ricerca è stata eseguita attraverso la compilazione di un questionario. Hanno risposto 861 lavoratrici. I risultati, illustrati dai curatori dell’indagine, i sociologi Nicola De Luigi e Nicoletta Santangelo, mostrano che negli ultimi anni l’occupazione femminile a San Marino è cresciuta in particolare nella Pubblica Amministrazione (PA) dove le normative e gli orario consentono alle donne di conciliare al meglio famiglia e lavoro. Emerge, tuttavia, che l’impiego è per lo più in qualifiche medio-basse e con ridotte possibilità di carriera o avanzamento professionale, nonostante l'elevato livello di scolarità. Dallo studio affiora anche la persistenza di forme di discriminazione e svalutazione che si traducono in atteggiamenti di ostilità, diffidenza, mancanza di collaborazione, scarso riconoscimento professionale e mancanza di fiducia. Nei casi più gravi ci sono pressioni psicologiche e molestie. Il dato più preoccupante è infatti che il 40 per cento delle lavoratrici ha dichiarato di aver subito forme di discriminazione. In particolare durante il colloquio di assunzione quando il datore di lavoro "indaga" sulle intenzioni della donna a diventare madre. La gravidanza, insomma, che può persino diventare la ragione per negare il rinnovo di contratti e collaborazioni.

Ciò che le donne richiedono, sempre in base all'indagine attivata dalla Csdl, c'è la flessibilità degli orari di lavoro, l’estensione delle possibilità di part-time, la creazione di asili nido aziendali, corsi sulle pari opportunità per dirigenti, qualificazione e formazione specifica dopo la maternità, la contrattazione differenziata in base alle esigenza di cura di familiari, contributi economici per la fruizione di servizi, aumento della disponibilità di posti negli asili nido, e in generale ampliamento dei servizi di supporto alla donna.