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Il discorso dei Capitani Reggenti

POLITICA :: 02/04/2008


Rosa Zafferani e Federico Pedini Amati si sono insediati a Palazzo Pubblico con l'antico cerimoniale. Resteranno in carica fino al 1°ottobre 2008.

Nel loro primo discorso, dopo i saluti ed i ringraziamenti, è stato messo in evidenza il rapporto con l'Italia e la politica estera. "Il semestre che si apre - hanno detto i Capitani Reggenti - porta in eredità, sul piano delle relazioni bilaterali e multilaterali, risultati complessivamente positivi, ancorché nel rapporto con l’Italia restino aperte questioni importanti e decisive per lo sviluppo di un piccolo Stato, che legittimamente ha fatto e fa della propria sovranità un valore.Nondimeno la politica estera sammarinese ha dimostrato vitalità e impegno considerevoli, tant’è che il nostro ruolo sul piano internazionale si è ancora più consolidato. La Reggenza ritiene che questa condizione sia specialmente correlata alla eccellente conduzione della recente Presidenza sammarinese del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e non ci pare quindi casuale che il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, nell’ambito del tema del dialogo interreligioso che ha caratterizzato quella stessa Presidenza, l’8 aprile prossimo, su invito dell’attuale Presidente del Comitato dei Ministri, sia a Strasburgo per coordinare una riunione che si occuperà di questi argomenti. E, visto l’interesse e il consenso registrati da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa, San Marino ha già avviato un’azione di sensibilizzazione su questa materia anche all’interno delle Nazioni Unite."

Sul piano interno, invece, i Capitani Reggenti hanno sottolineato l'importanza della pragmaticità con l'auspicio di un'inversione di tendenza. "Sul piano più strettamente interno rileviamo come i cittadini chiedano concretezza, certezze, governabilità e stabilità. Non sopportano, anzi ne sono infastiditi, i tempi, i metodi, le malizie e le contese della politica e se ne allontanano sempre di più. E la recente tornata referendaria - lo registriamo con rincrescimento -, per la quale si è recata al voto meno della metà dei cittadini residenti, ne è un’indiscutibile conferma. Le stesse domande e le stesse attese vengono dall’economia e dalle imprese, indubbiamente penalizzate anch’esse da questi processi non proprio virtuosi. Se, da un lato, ci appare suggestiva la definizione del Prof. Giovanni Sartori, per il quale la politica “è la sfera delle decisioni collettive sovrane”, non ci sfugge comunque che, nell’accezione culturale e filosofica più consueta, essa è soprattutto la scienza e l’arte di governare lo Stato e, quindi, i cittadini, per i quali, è bene ricordarlo, la politica deve impegnarsi e non invece per le aspirazioni di qualcuno o per le convenienze di parte. Si tratta perciò di assecondare senza resistenze o esitazioni il suo rinnovamento, non solo e forse neppure principalmente in termini generazionali o anagrafici, ma nel rapporto dialettico con la gente, che deve diventare prioritario rispetto a quello con il potere. La politica non più intesa, quindi, come esclusività o ancor peggio - secondo un’accezione dal significato evocativo - come casta, mentre essa è servizio, disponibilità e umiltà. E, ovunque si nasconda, va pure rimossa la convinzione, diventata ormai consuetudine, che si possano acquisire benefici, materiali o immateriali, solo o principalmente attraverso le fedeltà e le frequentazioni giuste. E’ anche così, poi, che si determinano e si diventa compiacenti nei confronti delle iniquità, che a ragione censuriamo. Serve perciò una decisa inversione di tendenza, a cui la Reggenza richiama tutti coloro che sono investiti di funzioni pubbliche, perché il Paese non può più consentirsi e consentire alchimie o machiavellismi tanto misteriosi quanto ingiustificati. I sammarinesi vogliono conoscere e veder realizzati progetti efficaci per il futuro della Repubblica e dei suoi tanti giovani, che guardano la politica con diffidenza e freddezza sempre maggiori, perché non ne capiscono il linguaggio e i riti e non le perdonano l’inadeguatezza. C’è quindi un intero Paese che da troppo tempo risente di una governabilità precaria e di una scarsa propensione a compiere interventi riformatori coraggiosi e incisivi. E probabilmente siamo proprio noi a non esserci resi conto a sufficienza di quanto sia urgente e profondo il bisogno di riforme, a cominciare dalla semplificazione dell’apparato burocratico e dalle garanzie di trasparenza per ogni cittadino e per ogni attività imprenditoriale."

Sottolineata anche l'importanza dei temi ambientali, tecnologici e gli accordi con la RAI. "In un momento particolarmente delicato e problematico, San Marino, con un Accordo del gennaio scorso, si è inoltre assicurata la possibilità di ammettere al territorio regionale dell’Emilia Romagna una quantità annuale consistente di rifiuti speciali prodotti in territorio. E ciò in virtù della nuova normativa comunitaria sui trasporti transfrontalieri di rifiuti e degli Accordi in vigore con l’Italia in materia di protezione dell’ambiente e di gestione ecologicamente corretta dei rifiuti. Entro il 2008 il nostro Paese adotterà anche una regolamentazione per garantire l’omogeneità nella classificazione dei rifiuti secondo il catalogo e le disposizioni europee; la tracciabilità della loro gestione, a partire dalla produzione fino alla raccolta; il miglioramento della qualità ai fini del recupero. Sempre sul versante delle intese bilaterali, è esattamente del 5 marzo scorso la firma dell'Accordo di collaborazione in materia radiotelevisiva con l’Italia, che, come è stato giustamente osservato, rappresenta un notevole passo in avanti nel campo della cooperazione fra i due Stati in questo settore strategico e prevede, oltre al fatto importante del superamento del regime di monopolio, l'estensione del bacino di utenza della nostra emittente pubblica, l'uso delle tecnologie digitali, la possibilità di utilizzo del satellite e una sempre maggiore sinergia fra la radiotelevisione sammarinese e la RAI nei campi della formazione del personale, degli apparati tecnologici e della programmazione. La Reggenza manifesta quindi la speranza che l’Accordo diventi al più presto operativo, per far sì che gli effetti che ne potranno discendere diano modo di esprimere al massimo le potenzialità di una struttura fin qui forse costretta in regole penalizzanti che, allorché verranno modificate, consentiranno - ne siamo certi - di liberare tutte le capacità e le professionalità esistenti e in divenire, coinvolgendo in questo percorso, che presupponiamo virtuoso, un numero crescente di giovani sammarinesi bravi e motivati. E sappiamo che ne esistono tanti!"

Sul fronte turistico e commerciale, i Capitani Reggenti hanno detto di guardare con fiducia alle idee e alle proposte elaborate recentemente da prestigiose società di consulenza e di non nutrire alcun dubbio sull'estrema importanza della riqualificazione del centro storico senza tuttavia tralasciare gli altri piccoli centri. Per quanto riguarada la riforma della Pubblica Amministrazione, Rosa Zafferani e Federico Pedini Amati hanno sottolineato la necessità di proseguire nelle attività di ammodernamento dell'apparato amministrativo dello Stato con differenti modelli organizzativi di uffici e servizi pubblici con l'innovazione tecnologica e strumenti aggiornati e regole gestionali più snelle, requisiti essenziali per un Paese dinamico e competitivo.

In conclusione, un pensiero particolare ai giovani, alle marginalità ed al disagio. "Le marginalità, il disagio, le nuove povertà sono condizioni estranee solo in apparenza al nostro Paese e ad esse la Reggenza chiede di destinare riguardo e protezione. Una società in cui il benessere è diffuso e consolidato ha più di altre l’obbligo dell’aiuto vicendevole, della generosità e del sostegno. Una consegna, questa, alla quale nessuno è legittimato a sottrarsi, indipendentemente dai compiti che già svolgono e continueranno a svolgere le istituzioni pubbliche. Altrettanta sollecitudine va riservata alla famiglia, ai giovani, alle persone anziane. Alla famiglia, che anche da noi, come in molte realtà dell’occidente, si sta trasformando e si sta svelando in modelli non di rado meno consueti di quelli tradizionali, dobbiamo rispondere con gli strumenti di uno Stato moderno e naturalmente laico, sia con l’assistenza che si rende necessaria per la sua solidità sia con la salvaguardia degli effetti negativi che si generano, in primo luogo sulle parti più deboli, per l’eventuale disgregazione di questo nucleo vitale della società o per la negligenza o l’assenza di una delle sue componenti. Ai giovani dobbiamo prefigurare speranze non effimere, accompagnandoli nel loro percorso di autodeterminazione e di libertà, senza trascurare il merito e le competenze, che ovviamente vanno assecondati e riconosciuti. Ma commetteremmo un errore imperdonabile se li espropriassimo del loro bene più prezioso, cioè il futuro. E il futuro è fatto pure di solidarietà intergenerazionale, che si può fin da subito mettere in atto ridefinendo, ad esempio, il sistema previdenziale complementare. Agli anziani dobbiamo sempre di più riservare un ruolo attivo, avvalendoci della loro esperienza soprattutto nel perimetro del sociale e nelle iniziative artistiche e in quelle legate alla tradizione. Non potremo neppure esimerci dal facilitare la loro permanenza nel contesto in cui hanno trascorso la vita, per evitare di strapparli agli affetti e alle abitudini ad essi più cari."