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Il discorso dell'Oratore Ufficiale

POLITICA :: 02/04/2008


Concentrato sui temi della ricerca scientifica, dell'innovazione e la competitività l'intervento di Giancarlo Michellone.

Il riferimento specifico è stato verso il ruolo dei Parchi Scientifici e Tecnologici vista la volontà di San Marino di attivarsi per la realizzazione di un “Parco tecnologico San Marino – Italia”.

"Nei Paesi più avanzati la ricerca scientifica rappresenta, rispetto al ruolo prevalentemente culturale attribuitole in passato, un fattore strategico del processo e del progresso economico. L’evoluzione deriva dalla progressiva interazione che si è andata realizzando tra i diversi soggetti che operano nella ricerca e nelle sue applicazioni e, più in generale, nell’innovazione e nello sviluppo dei sistemi economici e produttivi territoriali: istituzioni di ricerca e formazione, imprese, operatori economici e finanziari, autorità locali, regionali e nazionali. Tale interazione si rende oggi indispensabile per fare fronte sia alle minacce sia alle opportunità poste al sistema delle imprese dai cambiamenti radicali che caratterizzano il contesto economico negli ultimi anni, tra i quali la globalizzazione dei mercati e dei conseguenti processi di ristrutturazione delle filiere e dei settori. Si è drasticamente modificato l'ambiente competitivo della maggior parte delle aziende, le quali si devono confrontare con una forte concorrenza nei prezzi, nei tempi, nella qualità e nella originalità dei prodotti non soltanto sui mercati esteri ma anche sul loro mercato interno. Le sfide e le risposte che le Regioni e i Paesi devono porre in atto per fronteggiare tali cambiamenti sono molteplici. Alcune riguardano il sistema-territorio nel suo complesso e consistono nel rimuovere i fattori di ostacolo allo sviluppo economico e industriale, che vengono prevalentemente e generalmente ricondotti alla limitata efficienza dei servizi pubblici, alla complessità delle normative e degli adempimenti, alla debolezza di alcune infrastrutture, alla scarsità degli investimenti pubblici nella ricerca. Accanto a simili elementi strutturali, altre risposte prima devono venire direttamente dalle imprese e dalla loro capacità di relazionarsi con il mondo della ricerca.

Per rimanere competitive le aziende devono orientare la loro organizzazione e i loro investimenti verso la ricerca e verso l’innovazione che la ricerca è in grado di produrre. Ovviamente, le aziende hanno molto più successo nel recuperare e mantenere la propria competitività se possono trarre beneficio dagli specifici vantaggi offerti dal Territorio in cui operano. Come la produzione diventa sempre più fondata sulla scienza, sulla conoscenza e sulle diverse forme dell’innovazione - e dell’innovazione tecnologica in particolare - i vantaggi che un Territorio può offrire, quali infrastrutture di ricerca ben sviluppate, mano d'opera altamente qualificata e una diffusa cultura dell’innovazione assumono più importanza delle risorse naturali. Ciò indirizza a creare ambienti favorevoli allo sviluppo di aziende innovative e alla creazione di iniziative imprenditoriali ad alta intensità di conoscenza che, in ragione della produttività e dalla competitività delle rispettive imprese, sono in grado di produrre valore al territorio. Pertanto, le politiche pubbliche di sviluppo territoriali dovrebbero eliminare gli ostacoli alla competizione, rafforzando la dinamica concorrenziale mediante l’adozione di validi strumenti di incentivazione e stimolo delle imprese ad innovare ed ad investire nella ricerca e nella formazione necessarie ad affrontare mercati sempre più sofisticati: in questo quadro, la creazione di reti tra le imprese della stessa filiera produttiva o di filiere complementari e tra le reti e le strutture di ricerca e di innovazione facilita lo stabilirsi di un circolo virtuoso in cui le specializzazioni produttive possono svilupparsi e mantenersi nel tempo. Le Università (come quelle eccellenti di S. Marino, Urbino e Bologna), le istituzioni di ricerca e di alta formazione sono un elemento essenziale di un tale sistema, ovvero di un ambiente favorevole alla innovazione e alla competitività delle imprese. Per anni si è adottato in Italia un approccio all’innovazione definito di ‘innovazione senza ricerca’ che, sebbene abbia prodotto risultati generalmente positivi nei settori industriali tradizionali, oggi non sembra più sostenibile poiché produce un deficit di contenuto tecnologico e quindi di competitività nelle produzioni. Tale fatto è dovuto alla pervasività delle nuove tecnologie trasversali a più settori industriali quali l’informatica e l’elettronica evoluta, la telematica, le micro, nano e biotecnologie ed alla loro integrazione sempre più complessa. Per fare fronte a questa situazione, la ricerca pubblica è chiamata a contribuire al recupero di competitività dell’industria, sia per i settori tradizionali che per quelli hi-tech, con un cambiamento della propria missione e affermando quella che viene chiamata la ‘terza missione’ ovvero il consolidamento di un modello di ‘Università e sistema della ricerca imprenditoriale’.

In particolare, l’Università, il cui ruolo tradizionale si colloca nella didattica e nella ricerca di base, sta assumendo un ruolo crescente e strategicamente importante nel campo del trasferimento tecnologico: nelle Università e nei centri di ricerca si analizzano le nuove tecnologie, si concorre con l’industria alla loro valorizzazione, se ne permette l’apprendimento e la successiva applicazione alla innovazione di prodotto e di processo. Appare peraltro evidente che le tecnologie, per essere valorizzabili efficacemente da parte del mondo delle imprese, richiedono di transitare attraverso un processo di trasferimento capace di determinare una sempre maggiore armonizzazione fra gli indirizzi della ricerca e le esigenze dello sviluppo civile, industriale e socio-economico del territorio interessato. Tale processo di trasferimento, per essere funzionale alla crescita civile ed economica, richiede un complesso di strutture e di comportamenti sinergici fra ricerca e industria - al quale concorrono in maniera determinante le Autorità pubbliche e gli operatori economici e finanziari - e soprattutto una capacità di guida e coordinamento dei vari elementi del sistema per la realizzazione di condizioni facilitanti la collaborazione tra Università, enti di ricerca e imprese. Una delle formule organizzative più ampiamente adottate a questo scopo a livello internazionale è quella dei Parchi Scientifici e Tecnologici."