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Statuti San Marino


San Marino deve la sua longevità al rispetto ed alla fedeltà delle sue tradizioni a cui sono chiamati tutti i cittadini, anche quelli delle comunità estere che si tramandano di generazione in generazione la cittadinanza sammarinese e con essa, un forte legame con il Paese, la sua storia e i suoi riti. Così, istituzioni come l'Arengo, l'antica assemblea dei padri, sopravvive ad oggi nell'istituto dell'istanza d'Arengo: le richieste che i cittadini rivolgono direttamente ai capi di Stato durante la cerimonia del loro insediamento, fissata da secoli il 1° di ottobre e il 1° di aprile di ogni anno. Così, a sua volta, anche la Reggenza, l'alternanza semestrale di due capi di Stato, si conserva intatta dalle origini. Da quando cioè lo stesso fondatore della comunità, il Santo Marino, scagliò una sorta di maledizione al Paese, se il potere fosse stato mai accentrato su un'unica persona.

I principi delle tradizioni e delle istituzioni sammarinesi sono fissati negli "Statuti", più correttamente i "Leges Statutae Republicae Sancti Marini". Lo Statuto è l'atto formale e solenne in cui sono contenuti i principi atti a regolare la vita del Comune sotto tutti gli aspetti sia istituzionali, sia lavorativi, sia di vita quotidiana. Testimoniano quindi una forma di indipendenza politica e rappresentano una concreta testimonianza dell'evoluzione istituzionale della città.

I più recenti, oggi in vigore, risalgono alla fine del '500 e si compongono di sei libri scritti in latino. Oltre a dettare i criteri per regolare la vita politica del Paese, gli Statuti dedicano loro parti a dettare le norme che regolano il cambio di guardia a Palazzo Pubblico, ma anche l'alza bandiera, il palio dei Balestrieri e degli Archibugieri, eventi che celebrano le ricorrenze di Stato. A riguardo, sopravvivono ad oggi le numerose feste nazionali che ricordano momenti topici della storia.