Dal fondo Onofri alla Nazionale
Nel 1826 la Reggenza della Repubblica manifestò il desiderio di accrescere nei giovani l'amore per gli studi, proponendo ufficialmente l'istituzione di una biblioteca pubblica. L'idea maturò lentamente: solo nel 1839 il Consiglio Principe e Sovrano stabilì l'acquisto della considerevole raccolta di libri appartenente alla Famiglia Onofri, collocandola a Palazzo Valloni dove già era presente la biblioteca della stessa Famiglia Valloni, da tempo inutilizzata.
Lo scopo dell'acquisizione era duplice: unire e ordinare un patrimonio librario disperso, mettendolo a disposizione degli studiosi locali, e formare un nucleo stabile destinato a crescere per donativi successivi. Nel primo decennio del Novecento arrivarono fondi di grande rilievo: la Biblioteca Comunicativa di Bologna, le raccolte delle famiglie Broccoli di Napoli e Nardi di Bologna, la collezione di Monsignor Renato Paolini, le pubblicazioni scientifiche di Achille Tellini, particolarmente pregevoli per la storia naturale.
Chi ha ordinato la raccolta
Il prestigio della Biblioteca crebbe grazie al lavoro sistematico di tre figure: Federico Gozi, Pietro Franciosi e Onofrio Fattori. A quest'ultimo fu affidato il primo incarico ufficiale di "Conservatore della Biblioteca", ruolo che svolse con ampio spazio operativo. Fattori integrò nella raccolta non solo libri, ma anche cimeli, autografi di personaggi illustri, stampe, documenti, materiale effimero. Nel 1954 il professor Pietro Zama di Faenza fu chiamato per riordinare il patrimonio dopo i danni della guerra.
Una ferita al patrimonio
Il 26 giugno 1944 Palazzo Valloni fu colpito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. L'incursione, parte dei bombardamenti alleati sul territorio sammarinese descritti nella pagina Guerre Mondiali, colpì la Biblioteca provocando danni rilevanti alla struttura e alla collezione. Nel dopoguerra il professor Pietro Zama guidò il lavoro di recupero, catalogazione e restauro dei materiali superstiti, permettendo alla Biblioteca di riaprire al pubblico con funzionalità piena.
«Ogni volume salvato dalle macerie portava negli strappi e nelle macchie un'altra storia: quella della guerra che non aveva risparmiato nemmeno i libri.»
Manoscritti, incunaboli, Cinquecentine
Oltre alle pubblicazioni moderne e contemporanee e ai periodici italiani e stranieri, la Biblioteca possiede opere manoscritte comprensive di importanti lettere e carteggi. I manoscritti sono raccolti in ampi fondi di contenuto locale: storico, documentario, letterario, ecclesiastico, musicale. Fra gli autografi conservati figurano testimonianze di personalità che hanno avuto rapporti con la Repubblica nel corso dei secoli. Una sezione particolarmente pregevole è costituita dagli incunaboli (libri a stampa del XV secolo) e dalle Cinquecentine (libri stampati fra il 1501 e il 1600), pezzi rari che documentano la nascita della stampa tipografica europea.
| Sezione | Contenuto |
|---|---|
| Bibliografia Sammarinese | Volumi su storia, economia, cultura e istituzioni della Repubblica |
| Emeroteca | Quotidiani e periodici italiani e stranieri dell'Ottocento e Novecento |
| Centro di Documentazione | Atti istituzionali, pubblicazioni ministeriali, documentazione ufficiale |
| Fondi Antichi | Incunaboli, Cinquecentine, manoscritti pre-1830 |
| Fondo Pietro Franciosi | Raccolta personale del conservatore e storico sammarinese |
| Archivio fotografico | Immagini di storia locale, urbanistica, persone e eventi |
Come consultare
La Biblioteca offre sale di consultazione a scaffalatura aperta, postazione Internet con collegamento gratuito, servizio di reference a cura del personale specializzato. L'accesso è libero per la consultazione in sede; il prestito è riservato agli utenti iscritti secondo il regolamento pubblicato dagli Istituti Culturali. Per visite guidate ai fondi antichi e al patrimonio manoscritto è possibile prenotare con anticipo tramite la Segreteria dei Beni Librari.
La Biblioteca di Stato si integra nel circuito culturale del centro storico insieme al Museo di Stato e al Palazzo Pubblico. La sua collocazione in Palazzo Valloni ne fa uno degli edifici storici più significativi del centro storico UNESCO, a pochi passi dalla cerchia dei monumenti principali.