Come visitarla
- Indirizzo
- Piazzale Domus Plebis · Città di San Marino
- Ingresso
- Libero · sospeso durante le funzioni religiose
- Come arrivare
- 5 minuti a piedi da Piazza della Libertà
- Accessibilità
- Pronao e navata principale accessibili. Chiesetta di San Pietro raggiungibile solo tramite scala.
Dalla Pieve alla Basilica
Nel 1826 la Reggenza della Repubblica avviò il progetto di una nuova Basilica dedicata al Santo fondatore. Il precedente edificio, una Pieve medievale che conservava tracce preromaniche risalenti ai primi secoli della cristianità italiana, fu interamente demolito per fare posto al nuovo progetto. La decisione, oggi considerata una perdita per la storia dell'arte regionale, si collocava nel clima del neoclassicismo post-napoleonico, che cercava per le chiese di rappresentanza forme severe e simmetriche ispirate al tempio antico.
L'incarico andò ad Antonio Serra, architetto bolognese attivo in diverse commesse religiose dell'Emilia. I lavori proseguirono per quasi trent'anni e la consacrazione ufficiale avvenne nel 1855. Il campanile, di impianto romanico ma ricostruito nel XVII secolo, fu integrato nella nuova facciata. L'orientamento ad oriente fu mantenuto, così come la collocazione rispetto allo spazio urbano: la Basilica resta il fulcro del quartiere sacro del capoluogo, insieme alla Chiesetta di San Pietro e alla sagrestia.
«La Basilica di San Marino non cerca la grandezza del monumento: cerca la permanenza del gesto che ha dato inizio alla Repubblica.»
Tre navate e sette altari
L'interno è scandito da colonne corinzie che separano la navata centrale dalle due laterali. I sette altari ospitano dipinti di autori locali e una pala di scuola riminese. A sinistra dell'altare maggiore il trono dei Capitani Reggenti, opera seicentesca in legno intagliato, è utilizzato durante la cerimonia di insediamento del 1° aprile e del 1° ottobre. Sotto l'altare maggiore una piccola urna custodisce le ossa di Marino; a destra un monumento marmoreo ospita la teca d'argento con la parte superiore del cranio del Santo, venerata dai pellegrini.
Sulla parete di fondo della controfacciata una grande raffigurazione del Santo circondato dalla comunità richiama la storica frase attribuita a Marino: "Relinquo vos liberos ab utroque homine", lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo. L'iscrizione è ripetuta nell'Aula del Consiglio al Palazzo Pubblico e sintetizza il principio di indipendenza della Repubblica.
Il nucleo scavato nella roccia
A destra della Basilica si trova la piccola chiesetta di San Pietro, del XVI secolo, rimaneggiata intorno al 1826 insieme al nuovo corpo basilicale. Vi si accede attraverso la sagrestia tramite una scala ricavata nel campanile. L'abside è interamente formato dalla roccia viva del Monte Titano: al suo interno sono scavate due nicchie che la tradizione popolare indica come "letti" di San Marino e San Leo, meta di pellegrinaggio per secoli e attribuite a proprietà taumaturgiche dai fedeli.
L'altare marmoreo del XVII secolo, donato dal musicista romano Antonio Tedeschi nel 1689, sostiene una statua di San Pietro dello scultore Enrico Saroldi. Sotto la chiesa, nel 1914 fu costruita la cripta in pietra dove per secoli riposarono le reliquie del Santo, prima della traslazione sotto l'altare maggiore della nuova Basilica.
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01.
Altare maggiore
Sotto l'altare, urna con le ossa di Marino. Trono dei Capitani Reggenti sul lato sinistro.
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02.
Teca del cranio
Monumento marmoreo a destra, teca d'argento con parte superiore del cranio del Santo.
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03.
Campanile romanico
Impianto originario romanico, ricostruito nel XVII secolo e inglobato nella nuova facciata.
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04.
Chiesetta di San Pietro
XVI sec., abside scavata nella roccia con i "letti" di San Marino e San Leo. Cripta del 1914.
Il Santo fondatore
Secondo la tradizione, Marino era uno scalpellino di origine dalmata giunto nell'area dell'attuale Repubblica al seguito dell'imperatore Diocleziano, nel 257 d.C., per contribuire alla ricostruzione delle mura di Rimini. Convertitosi al cristianesimo, si rifugiò poi sul Monte Titano, dove fondò una comunità monastica che sarebbe divenuta il nucleo della futura Repubblica. La sua frase "vi lascio liberi da ambedue gli uomini", rivolta in punto di morte al Papa e all'Imperatore, è considerata la base simbolica della fondazione della Repubblica.
La Basilica appartiene alla Diocesi di San Marino-Montefeltro, che ha i suoi patroni in Marino e in Leone (San Leo). La festa del Santo si celebra il 3 settembre, anniversario tradizionale della fondazione della comunità sammarinese, con una cerimonia solenne e la partecipazione dei Capitani Reggenti.