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Monumenti · Centro storico

Basilica del
Santo

Principale edificio sacro della Repubblica, la Basilica del Santo si alza sopra le fondamenta della Pieve medievale e custodisce le reliquie di Marino, fondatore della comunità nel IV secolo. Progetto dell'architetto bolognese Antonio Serra, consacrata nel 1855, è uno dei vertici del neoclassicismo ecclesiastico adriatico.

Consacrata
1855
Navate
3
Altari
7

Fonti: Diocesi di San Marino-Montefeltro · Musei di Stato

Facciata neoclassica della Basilica del Santo a San Marino con pronao a colonne corinzie
Facciata · stile neoclassico
Pronao con colonne corinzie, 1855
Informazioni

Come visitarla

Indirizzo
Piazzale Domus Plebis · Città di San Marino
Ingresso
Libero · sospeso durante le funzioni religiose
Come arrivare
5 minuti a piedi da Piazza della Libertà
Accessibilità
Pronao e navata principale accessibili. Chiesetta di San Pietro raggiungibile solo tramite scala.
§ I — Storia

Dalla Pieve alla Basilica

Nel 1826 la Reggenza della Repubblica avviò il progetto di una nuova Basilica dedicata al Santo fondatore. Il precedente edificio, una Pieve medievale che conservava tracce preromaniche risalenti ai primi secoli della cristianità italiana, fu interamente demolito per fare posto al nuovo progetto. La decisione, oggi considerata una perdita per la storia dell'arte regionale, si collocava nel clima del neoclassicismo post-napoleonico, che cercava per le chiese di rappresentanza forme severe e simmetriche ispirate al tempio antico.

L'incarico andò ad Antonio Serra, architetto bolognese attivo in diverse commesse religiose dell'Emilia. I lavori proseguirono per quasi trent'anni e la consacrazione ufficiale avvenne nel 1855. Il campanile, di impianto romanico ma ricostruito nel XVII secolo, fu integrato nella nuova facciata. L'orientamento ad oriente fu mantenuto, così come la collocazione rispetto allo spazio urbano: la Basilica resta il fulcro del quartiere sacro del capoluogo, insieme alla Chiesetta di San Pietro e alla sagrestia.

«La Basilica di San Marino non cerca la grandezza del monumento: cerca la permanenza del gesto che ha dato inizio alla Repubblica.»
— Onofrio Fattori, Storia ecclesiastica del Titano, 1932
§ II — Interno

Tre navate e sette altari

L'interno è scandito da colonne corinzie che separano la navata centrale dalle due laterali. I sette altari ospitano dipinti di autori locali e una pala di scuola riminese. A sinistra dell'altare maggiore il trono dei Capitani Reggenti, opera seicentesca in legno intagliato, è utilizzato durante la cerimonia di insediamento del 1° aprile e del 1° ottobre. Sotto l'altare maggiore una piccola urna custodisce le ossa di Marino; a destra un monumento marmoreo ospita la teca d'argento con la parte superiore del cranio del Santo, venerata dai pellegrini.

Sulla parete di fondo della controfacciata una grande raffigurazione del Santo circondato dalla comunità richiama la storica frase attribuita a Marino: "Relinquo vos liberos ab utroque homine", lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo. L'iscrizione è ripetuta nell'Aula del Consiglio al Palazzo Pubblico e sintetizza il principio di indipendenza della Repubblica.

§ III — Chiesetta di San Pietro

Il nucleo scavato nella roccia

A destra della Basilica si trova la piccola chiesetta di San Pietro, del XVI secolo, rimaneggiata intorno al 1826 insieme al nuovo corpo basilicale. Vi si accede attraverso la sagrestia tramite una scala ricavata nel campanile. L'abside è interamente formato dalla roccia viva del Monte Titano: al suo interno sono scavate due nicchie che la tradizione popolare indica come "letti" di San Marino e San Leo, meta di pellegrinaggio per secoli e attribuite a proprietà taumaturgiche dai fedeli.

L'altare marmoreo del XVII secolo, donato dal musicista romano Antonio Tedeschi nel 1689, sostiene una statua di San Pietro dello scultore Enrico Saroldi. Sotto la chiesa, nel 1914 fu costruita la cripta in pietra dove per secoli riposarono le reliquie del Santo, prima della traslazione sotto l'altare maggiore della nuova Basilica.

  1. 01.

    Altare maggiore

    Sotto l'altare, urna con le ossa di Marino. Trono dei Capitani Reggenti sul lato sinistro.

  2. 02.

    Teca del cranio

    Monumento marmoreo a destra, teca d'argento con parte superiore del cranio del Santo.

  3. 03.

    Campanile romanico

    Impianto originario romanico, ricostruito nel XVII secolo e inglobato nella nuova facciata.

  4. 04.

    Chiesetta di San Pietro

    XVI sec., abside scavata nella roccia con i "letti" di San Marino e San Leo. Cripta del 1914.

§ IV — Il culto

Il Santo fondatore

Secondo la tradizione, Marino era uno scalpellino di origine dalmata giunto nell'area dell'attuale Repubblica al seguito dell'imperatore Diocleziano, nel 257 d.C., per contribuire alla ricostruzione delle mura di Rimini. Convertitosi al cristianesimo, si rifugiò poi sul Monte Titano, dove fondò una comunità monastica che sarebbe divenuta il nucleo della futura Repubblica. La sua frase "vi lascio liberi da ambedue gli uomini", rivolta in punto di morte al Papa e all'Imperatore, è considerata la base simbolica della fondazione della Repubblica.

La Basilica appartiene alla Diocesi di San Marino-Montefeltro, che ha i suoi patroni in Marino e in Leone (San Leo). La festa del Santo si celebra il 3 settembre, anniversario tradizionale della fondazione della comunità sammarinese, con una cerimonia solenne e la partecipazione dei Capitani Reggenti.

FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Quando è stata costruita la Basilica del Santo?
Il progetto è dell'architetto bolognese Antonio Serra, che iniziò i lavori nel 1826 sull'area della precedente Pieve cinquecentesca. La Basilica è stata consacrata nel 1855.
Cosa custodisce la Basilica?
Le reliquie di Marino, patrono e fondatore della comunità. Sotto l'altare maggiore una piccola urna contiene le ossa del Santo; in una teca d'argento sulla destra è conservata la parte superiore del cranio.
Qual è lo stile dell'edificio?
Neoclassico, con pronao di colonne corinzie. L'interno si sviluppa su tre navate con sette altari. Il campanile di impianto romanico è stato ricostruito nel XVII secolo.
Si può visitare la chiesetta di San Pietro?
Sì. Si accede dalla Basilica attraverso la sagrestia per una scala ricavata nel campanile. La chiesetta, del XVI secolo, ha l'abside scavata nella roccia con due nicchie che la tradizione popolare attribuisce a San Marino e San Leo.
L'ingresso è a pagamento?
No. L'accesso alla Basilica è libero. Durante le funzioni religiose la visita turistica è sospesa; si consiglia di verificare gli orari delle messe prima dell'arrivo.
A quale diocesi appartiene?
Alla Diocesi di San Marino-Montefeltro, i cui patroni sono San Marino e San Leo. La sede vescovile è condivisa con Pennabilli, nel Montefeltro riminese.