Massimiliano Tresoldi a San Marino

Al teatro Concordia di Borgomaggiore venerdi 16 ottobre è risuonata forte e chiara la testimonianza di Massimiliano Tresoldi, il giovane svegliatosi da 10 anni di coma vegetativo grazie alle cure e alla determinazione della famiglia e degli amici.

L’incontro, organizzato dall’Ufficio per la pastorale Giovanile della Diocesi di San Marino – Montefeltro, ha visto presenti al teatro Concordia venerdi 16 ottobre centinaia di giovani.
Sul palco, anche il giornalista di Avvenire Pino Ciociola, autore insieme a Lucia Bellaspiga del libro “Eluana, i fatti”, il cui ultimo capitolo è dedicato alla storia di Massimiliano.
La vicenda di Massimiliano, infatti, presenta molte analogie con quella di Eluana Englaro: un gravissimo incidente d’auto ha ridotto in coma vegetativo Massimiliano il 15 agosto del 1991, 5 mesi prima di Eluana.

Il finale però è diverso, Massimiliano si è svegliato.

La mamma di Massimiliano, Lucrezia e il papà, Ernesto, hanno raccontato di come i primi tempi dopo l’incidente siano stati durissimi: i medici parlavano di coma irreversibile e lo descrivevano come una “centralina senza fili”. Ciononostante hanno portato il figlio a casa per accudirlo fino a che non si fosse svegliato. Una delle cose che ha più colpito la platea è stata proprio la certezza della mamma che Massimiliano si sarebbe svegliato, prima o poi. Con forza, quindi, sono andati avanti a stimolargli mente e corpo in tutti i modi, grazie agli amici che a turno si sono alternati al letto di Massimiliano.

Dopo 10 anni di silenzio, a Natale del 1999 Massimiliano si è svegliato ed ha abbracciato la mamma. Da allora, ha imparato a farsi capire, ha ricominciato a mangiare e a disegnare (era un grafico). E anche se molti progressi restano da fare, come riprendere a camminare e parlare, Massimiliano è vivo e ha dimostrato di ricordare molto di ciò che accadeva intorno al suo corpo attonito mentre sembrava che nel suo cervello non ci fosse attività.

Fragorosissimi, alla fine dell’incontro, gli applausi dei giovani sammarinesi: a Massimiliano e al rispetto per la vita!


  1. patrizia says:

    Ciao Lucrezia e Famiglia, ciao Massimiliano; sono mamma di Michele traumatizzato cranico dal 1992 – vigile. Mi sento molto in simbiosi con mamma Lucrezia per la sua energia e simpatia e sto vivendo le stesse emozioni con i piccoli, lenti miglioramenti di Michele. Amo la vita cercando di trasmetterla a mio figlio, amo mio figlio Michele.

  2. Romina says:

    Ciao Patrizia,
    da dove scrivi?
    Grazie della tua testimonianza.
    A te, Lucrezia e tutte le altre mamme che in questo momento stanno combattendo per i loro figli, tutta la mia solidarietà e la mia stima.
    Un saluto a Michele!

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