Segni e significati
Al centro dello scudo sono raffigurate le Tre Torri del Monte Titano: Guaita, Cesta e Montale. Sopra lo scudo, la corona chiusa indica la sovranità dello Stato. Ai lati, due rami frondosi: alloro, per la vittoria e la virtù, e quercia, per la forza e la stabilità. Frutti d'oro e un nastro argento chiudono in basso la composizione. Il nastro reca la parola LIBERTAS, motto della Repubblica.
Due bande, proporzioni 3:4
La bandiera è composta da due bande orizzontali: quella superiore bianca, quella inferiore azzurra. Lo Stemma ufficiale è posto al centro. Le nove Case di Castello utilizzano invece la bandiera civile, che ha le stesse proporzioni e colori, ma presenta al centro lo stemma civico del singolo Castello. Ogni Castello ha infatti un proprio stemma.
Dalle ipotesi alla legge
Le tracce della storia del vessillo sono frammentarie. Documenti del XVI secolo citano la bandiera senza descriverla. Alla fine dell'Ottocento lo storico Carlo Malagola individuò una composizione diversa dall'attuale, con bande verticali bianco, giallo e alessandrino, interpretato come violaceo. L'ipotesi è rappresentata nell'affresco di Emilio Retrosi del 1894, collocato nella sala del Consiglio Grande e Generale. Studi successivi dello storico Verter Casali, fondati sull'analisi dei tessuti rinascimentali, motivarono la rimozione della banda gialla per distinguere la bandiera dalle insegne pontificie.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1862 | Adozione ufficiale del disegno dello Stemma |
| 1894 | Affresco di Emilio Retrosi nella sala del Consiglio |
| 1979 | Il Consiglio adotta una coccarda bianco-azzurra con blu più scuro |
| 2011 | Legge che fissa definitivamente forma, colore e formato |