Antonio Onofri, padre della patria
La sconfitta di Napoleone a Waterloo del 18 giugno 1815 non pregiudica la libertà sammarinese. Grazie alla prudenza strategica della Repubblica, che non si era lasciata definire alleata della Francia, il Congresso di Vienna dello stesso anno conferma l'indipendenza. Il merito è anche della scelta dell'allora Capitano Reggente Antonio Onofri (morto il 25 febbraio 1825), al quale verrà poi attribuito l'epiteto di padre della patria.
Un rifugio di libertà
Durante il Risorgimento italiano, San Marino costituisce un rifugio sicuro per molti protagonisti dei moti liberali. Alcuni cittadini sammarinesi partecipano attivamente alle insurrezioni. La Repubblica sostiene senza riserve chi si batte per i principi di libertà e indipendenza, nonostante le pressioni di Austria e Stato Pontificio.
«Chiedo asilo e un po' di pane»
Nel luglio 1849, dopo la capitolazione della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi tenta di raggiungere Venezia, ultima città ancora libera dalla dominazione austriaca. Circondato vicino a Macerata Feltria da quattro eserciti, vede nella piccola Repubblica l'unica via di salvezza. Manda due messaggeri per chiedere asilo e, senza attendere risposta, con la moglie Anita e i 1.500 uomini rimasti oltrepassa i confini di San Marino.
«Chiedo asilo e un po' di pane.»
In Palazzo Pubblico Garibaldi si presenta al Capitano Reggente Domenico Maria Belzoppi, già partecipe dei moti liberali. Belzoppi concede l'asilo e soccorso, chiedendo in cambio di evitare il coinvolgimento di San Marino in scontri armati. Il generale accompagna i suoi uomini fino al Convento dei frati cappuccini e scioglie l'esercito. Alcuni militari trovano rifugio presso le famiglie sammarinesi, altri si disperdono in piccoli gruppi.
Nella notte del 31 luglio 1849, con l'aiuto di una guida locale, Garibaldi, Anita e 150 fedelissimi escono dal paese, eludendo la sorveglianza di 12.000 soldati austriaci che circondano il Titano. Puntano a Cesenatico per raggiungere Venezia via mare. Il 2 agosto l'esercito austriaco viola i confini sammarinesi senza autorizzazione, cercando fuggitivi e armi nelle case. San Marino continua a dare asilo ai rifugiati, rischiando l'occupazione armata che l'intervento di Napoleone III e della Francia scongiurerà nel 1854.
| Data | Evento |
|---|---|
| Luglio 1849 | Garibaldi entra a San Marino con 1.500 uomini e Anita |
| 31 luglio 1849 | Fuga notturna con 150 fedelissimi verso Cesenatico |
| 2 agosto 1849 | Truppe austriache violano i confini |
| 1854 | Intervento di Napoleone III evita l'occupazione |
| 17 marzo 1861 | Proclamazione del Regno d'Italia |
| 24 aprile 1861 | Garibaldi riceve la cittadinanza sammarinese "ad honorem" |
| 7 maggio 1861 | Abraham Lincoln scrive ai Capitani Reggenti |
| 22 marzo 1862 | Convenzione con il Regno d'Italia |
Dagli Stati Uniti, un elogio
Il 7 maggio 1861 Abraham Lincoln, presidente degli Stati Uniti d'America, scrive un messaggio cordiale e augurale ai Capitani Reggenti. Il testo è oggi esposto al Museo di Stato. La storia della Repubblica prosegue con il Novecento e le vicende del primo referendum del 1906.
«Grandi e Buoni Amici: sebbene l'estensione dei vostri domini sia piccola, il vostro Stato è nondimeno uno dei più onorati di tutta la storia.»