Salta al contenuto
San Marino Città · 24°C
IT EN
Ottocento · Risorgimento

Il 1800 e
Garibaldi

Dopo Waterloo (1815) e il Congresso di Vienna, la Repubblica di San Marino conserva la propria libertà. Antonio Onofri, Capitano Reggente, viene ricordato come padre della patria. Nel luglio 1849, in una delle pagine più note del Risorgimento italiano, Garibaldi trova asilo sul Titano. Nel 1861 arriva la lettera di Abraham Lincoln.

Garibaldi sul Titano
1849
Lettera di Lincoln
1861
Convenzione con l'Italia
1862

Fonti: Archivio di Stato della Repubblica di San Marino · Carteggi garibaldini

Giuseppe Garibaldi, Anita e i garibaldini arrivano sul Monte Titano
§ I — Dopo Waterloo

Antonio Onofri, padre della patria

La sconfitta di Napoleone a Waterloo del 18 giugno 1815 non pregiudica la libertà sammarinese. Grazie alla prudenza strategica della Repubblica, che non si era lasciata definire alleata della Francia, il Congresso di Vienna dello stesso anno conferma l'indipendenza. Il merito è anche della scelta dell'allora Capitano Reggente Antonio Onofri (morto il 25 febbraio 1825), al quale verrà poi attribuito l'epiteto di padre della patria.

§ II — Il Risorgimento

Un rifugio di libertà

Durante il Risorgimento italiano, San Marino costituisce un rifugio sicuro per molti protagonisti dei moti liberali. Alcuni cittadini sammarinesi partecipano attivamente alle insurrezioni. La Repubblica sostiene senza riserve chi si batte per i principi di libertà e indipendenza, nonostante le pressioni di Austria e Stato Pontificio.

§ III — Luglio 1849, la fuga di Garibaldi

«Chiedo asilo e un po' di pane»

Nel luglio 1849, dopo la capitolazione della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi tenta di raggiungere Venezia, ultima città ancora libera dalla dominazione austriaca. Circondato vicino a Macerata Feltria da quattro eserciti, vede nella piccola Repubblica l'unica via di salvezza. Manda due messaggeri per chiedere asilo e, senza attendere risposta, con la moglie Anita e i 1.500 uomini rimasti oltrepassa i confini di San Marino.

«Chiedo asilo e un po' di pane.»
— Giuseppe Garibaldi, Palazzo Pubblico, luglio 1849

In Palazzo Pubblico Garibaldi si presenta al Capitano Reggente Domenico Maria Belzoppi, già partecipe dei moti liberali. Belzoppi concede l'asilo e soccorso, chiedendo in cambio di evitare il coinvolgimento di San Marino in scontri armati. Il generale accompagna i suoi uomini fino al Convento dei frati cappuccini e scioglie l'esercito. Alcuni militari trovano rifugio presso le famiglie sammarinesi, altri si disperdono in piccoli gruppi.

Nella notte del 31 luglio 1849, con l'aiuto di una guida locale, Garibaldi, Anita e 150 fedelissimi escono dal paese, eludendo la sorveglianza di 12.000 soldati austriaci che circondano il Titano. Puntano a Cesenatico per raggiungere Venezia via mare. Il 2 agosto l'esercito austriaco viola i confini sammarinesi senza autorizzazione, cercando fuggitivi e armi nelle case. San Marino continua a dare asilo ai rifugiati, rischiando l'occupazione armata che l'intervento di Napoleone III e della Francia scongiurerà nel 1854.

Le tappe del 1849 e degli anni seguenti
Data Evento
Luglio 1849Garibaldi entra a San Marino con 1.500 uomini e Anita
31 luglio 1849Fuga notturna con 150 fedelissimi verso Cesenatico
2 agosto 1849Truppe austriache violano i confini
1854Intervento di Napoleone III evita l'occupazione
17 marzo 1861Proclamazione del Regno d'Italia
24 aprile 1861Garibaldi riceve la cittadinanza sammarinese "ad honorem"
7 maggio 1861Abraham Lincoln scrive ai Capitani Reggenti
22 marzo 1862Convenzione con il Regno d'Italia
§ IV — Lincoln

Dagli Stati Uniti, un elogio

Il 7 maggio 1861 Abraham Lincoln, presidente degli Stati Uniti d'America, scrive un messaggio cordiale e augurale ai Capitani Reggenti. Il testo è oggi esposto al Museo di Stato. La storia della Repubblica prosegue con il Novecento e le vicende del primo referendum del 1906.

«Grandi e Buoni Amici: sebbene l'estensione dei vostri domini sia piccola, il vostro Stato è nondimeno uno dei più onorati di tutta la storia.»
— Abraham Lincoln, ai Capitani Reggenti, 7 maggio 1861
FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Perché Garibaldi arrivò a San Marino?
Nel luglio 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana, Garibaldi cercava di raggiungere Venezia. Circondato vicino a Macerata Feltria da quattro eserciti, scelse San Marino come unica via di salvezza.
Quanti uomini erano con lui?
Attraversò i confini con 1.500 uomini, la moglie Anita e due messaggeri. Dopo aver sciolto l'esercito, uscì dal paese il 31 luglio con 150 fedelissimi e Anita.
Chi accolse Garibaldi sul Titano?
Il Capitano Reggente Domenico Maria Belzoppi, partecipe in passato ai moti liberali, concesse l'asilo chiedendo in cambio di evitare il coinvolgimento di San Marino in scontri armati.
Cosa scrisse Lincoln nella sua lettera?
Il 7 maggio 1861 Abraham Lincoln definì San Marino "uno dei più onorati Stati della storia" e sottolineò la lezione repubblicana della piccola comunità.
Quando fu firmata la convenzione con l'Italia?
Il 22 marzo 1862, un accordo fra la Repubblica di San Marino e il Regno d'Italia che regolamentava i rapporti bilaterali e sanciva la sovranità sammarinese.