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San Marino Città · 24°C
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IX · XV secolo

Medioevo
a San Marino

Unico comune di origine medievale rimasto indipendente fino all'età moderna. In quattro secoli San Marino costruisce le sue istituzioni, respinge i vescovi di Rimini, del Montefeltro e di Ravenna, stringe alleanze con i duchi di Urbino, estende il territorio fino all'aspetto attuale.

Primo ordinamento
1243
Fossombrone
1462
Faetano annesso
1463

Fonti: Statuti della Repubblica · Trattati medievali di Fossombrone · Archivio di Stato

Atto medievale con sigilli pendenti, ambito feltresco
§ I — Le prime fonti

Una comunità attorno alla pieve

Il Placito Feretrano è una copia dell'XI secolo di un documento originale dell'885. Al 951 risale invece un atto del re d'Italia Berengario II, redatto in plebe Sancti Marini. I due documenti attestano l'esistenza di una comunità che si raccoglie attorno alla pieve di San Marino.

§ II — 1243: nasce il Comune

Arengo e due Consoli

Per trovare una testimonianza formale dell'ordinamento comunale bisogna arrivare al 1243. Un atto notarile di quell'anno descrive una struttura con Arengo dei capifamiglia dotato di potere legislativo, governato da due Consoli in carica per soli sei mesi, così da impedire la concentrazione prolungata dei poteri. I primi due rappresentanti di cui rimane traccia sono Filippo da Sterpeto e Oddone Scarito. L'Arengo avvia la stesura degli Statuti che regolano la vita del Comune.

§ III — L'espansione

Da 4 km² all'estensione attuale

La politica estera del piccolo Comune mira all'ampliamento del territorio. In tempi brevi si passa da un nucleo di circa 4 km² a 27 km² (circa la metà dell'estensione attuale). La vita comunale è però minacciata da più fronti: i vescovi del Montefeltro, di Rimini e di Ravenna ambiscono al controllo. Numerosi tentativi di imporre dazi e tributi vengono respinti dalla popolazione, che arriva a ricorrere direttamente a papa Bonifacio VIII.

«L'uomo nasce libero, e possiede il suo, e di ciò non è tenuto ad alcuno se non al Signore nostro Gesù Cristo.»
— Martino da Montecucco, deposizione nella causa riminese sull'indipendenza
§ IV — Il Trecento e il Quattrocento

Fortificazioni e trattati

Nel XIV secolo il Comune rafforza le fortificazioni fino a rendere il monte inespugnabile e garantisce un rifornimento costante di armi. Sul versante interno, l'Arengo si trasforma in Consiglio Grande e Generale composto da sessanta rappresentanti, mentre i Consoli cambiano la loro designazione in Capitani o Rettori (Capitaneus seu Rector).

Nel XV secolo il territorio conosce una nuova espansione, grazie all'appoggio dei duchi di Urbino nelle guerre contro i Malatesta di Rimini. Il trattato siglato a Fossombrone con il Papa nel 1462 consegna a San Marino la corte di Fiorentino, i Castelli di Montegiardino e annessi terreni, il castello di Serravalle con le sue giurisdizioni. Nel 1463 si aggiunge Faetano. La Repubblica raggiunge l'estensione che conserva ancora oggi, di 61,19 km².

Il gesto del Papa, che restituisce ampi territori al piccolo Stato, rappresenta il riconoscimento concreto dell'effettiva indipendenza di San Marino. La storia continua con le vicende del periodo dal XVI al XIX secolo, segnato dall'occupazione di Cesare Borgia e dalle relazioni con Napoleone.

FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Perché il Medioevo sammarinese è rilevante?
San Marino è l'unico comune di origine medievale nel mondo che ha mantenuto la propria autonomia fino all'età moderna ed è stato riconosciuto Stato indipendente.
Quando nasce l'ordinamento comunale?
Un atto notarile del 1243 attesta l'ordinamento comunale, con Arengo dei capifamiglia e due Consoli con mandato di sei mesi, per impedire la concentrazione dei poteri.
Chi erano i primi Consoli?
I primi due rappresentanti documentati sono Filippo da Sterpeto e Oddone Scarito.
Come cresce il territorio?
Da circa 4 km² iniziali si passa a 27 km² e poi all'estensione attuale con l'accordo di Fossombrone del 1462 e l'aggregazione di Faetano nel 1463.
Chi riconosce ufficialmente l'indipendenza?
Papa Bonifacio VIII in una causa discussa a Rimini e il Papa nell'accordo di Fossombrone del 1462, che restituisce territori ampi alla Repubblica.