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XVI · XIX secolo

Napoleone
a San Marino

Tre secoli di continua lotta per difendere l'indipendenza. Cesare Borgia nel 1503, il Cardinale Alberoni nel 1739, infine Napoleone nel 1797: tre episodi cruciali per la libertà della Repubblica, superati ogni volta con diplomazia, trattati e gesti ricordati ancora oggi nel calendario nazionale.

Occupazione Borgia
1503
Sant'Agata
1740
Monge invia lettera
1797

Fonti: Statuti della Repubblica · Archivio di Stato · Biografia di Antonio Onofri

Napoleone invia Gasparre Monge a San Marino con la lettera di protezione del 1797
§ I — Cesare Borgia

Sei mesi di occupazione

Nel 1503 l'indipendenza della Repubblica è minacciata da Cesare Borgia (1475-1507), detto il Valentino, Signore della Romagna, figlio di Rodrigo Borgia, futuro Papa Alessandro VI. Il Valentino occupa il territorio per sei mesi e trasferisce la capitale a Serravalle. La morte del padre e l'ostilità del nuovo pontefice, Giulio II, lo costringono a rinunciare all'ambiziosa impresa.

§ II — Trattato di Protezione

Con Clemente VIII

All'inizio del XVII secolo la mancanza di eredi del duca Francesco Maria della Rovere mette in crisi il Ducato di Urbino. A rischio l'equilibrio di rapporti che aveva garantito l'indipendenza sammarinese. Nel 1603 si stipula il Trattato di Protezione con Papa Clemente VIII, confermato da Papa Urbano VIII nel 1628 ed entrato definitivamente in vigore nel 1631 alla morte di Francesco Maria, quando il Ducato passa alla Santa Sede. San Marino riesce così a preservare la propria indipendenza.

§ III — L'occupazione alberoniana

Un Cardinale al Titano

Nel 1739 il Cardinale Giulio Alberoni, legato pontificio della Romagna, penetra nel territorio sammarinese con un pretesto: la ricerca di due fuorilegge, Pietro Lolli, ex Consigliere e Capitano Reggente, e Marino Belzoppi. Il Cardinale modifica le norme di San Marino e costringe le autorità a giurare fedeltà allo Stato Pontificio. Ne seguono atti di ribellione e scontri con le truppe del Cardinale. Il 5 febbraio 1740 l'intervento del delegato pontificio Enrico Enriquez, inviato dalla Santa Sede, permette alla Repubblica di riconquistare l'indipendenza. Da allora la data è ricordata con la Festa di Sant'Agata, patrona compatrona della Repubblica.

§ IV — Napoleone e Antonio Onofri

1797, la lettera di Monge

Con la Rivoluzione Francese del 1789 si susseguono avvenimenti che sconvolgono l'Europa. Per San Marino il problema è salvaguardare l'indipendenza dall'aggressiva politica francese, necessità sempre più pressante da quando Napoleone porta a termine la conquista dell'Italia Settentrionale e si spinge fino ai confini delle Legazioni. Il governo sammarinese si trova a scegliere fra il mantenere l'alleanza con lo Stato Pontificio o costruirne una nuova con la Francia.

Nel 1797 una lettera del generale Alexandre Berthier intima ai Capitani l'arresto di Monsignor Vincenzo Ferretti, vescovo di Rimini, accusato di istigazione di crimini contro i francesi e rifugiato a San Marino con tutti i suoi averi. Il governo risponde con diplomazia, impegnandosi a compiere il possibile per assecondare la richiesta francese. In realtà il vescovo riesce a fuggire oltre confine. Il merito va all'allora Capitano Reggente Antonio Onofri, che guadagna anche il rispetto e l'amicizia di Napoleone.

Napoleone si impegna a garantire l'indipendenza della Repubblica con una lettera consegnata dallo scienziato Gasparre Monge, commissario francese per le scienze e le arti. L'accordo prevede anche un allargamento territoriale, che San Marino declina per evitare future rivendicazioni e il rischio di perdere la libertà difesa nei secoli. Napoleone esenta i sammarinesi da ogni imposta e dona mille quintali di grano e quattro cannoni da campagna, mai giunti sul Titano per motivi ignoti.

«Nulla vi ruberemo: prenderete solo il necessario per la vostra gente, e nulla di più.»
— Napoleone Bonaparte, istruzione a Gasparre Monge, 1797

Nelle alterne vicende che seguono, San Marino riesce a mantenere i rapporti sia con Napoleone sia con lo Stato Pontificio. Le vicende proseguono nell'Ottocento, con Antonio Onofri padre della patria e la fuga di Giuseppe Garibaldi del 1849.

FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Chi è stato il primo a occupare San Marino in età moderna?
Cesare Borgia, detto il Valentino, nel 1503. Occupò la Repubblica per sei mesi e trasferì la capitale a Serravalle. Alla morte del padre Papa Alessandro VI fu costretto a rinunciare.
Cosa è il Trattato di Protezione con Clemente VIII?
Un patto stipulato nel 1603 con Papa Clemente VIII, confermato da Urbano VIII nel 1628 ed entrato in vigore nel 1631 alla morte di Francesco Maria della Rovere. Ha permesso a San Marino di mantenere la propria indipendenza nel passaggio del Ducato di Urbino alla Santa Sede.
Cosa accadde con il Cardinale Alberoni?
Nel 1739 il Cardinale Giulio Alberoni, legato pontificio della Romagna, occupò San Marino con un pretesto. Il 5 febbraio 1740 l'intervento del delegato pontificio Enrico Enriquez restituì l'indipendenza, episodio ricordato con la Festa di Sant'Agata.
Perché Napoleone è importante per San Marino?
Nel 1797 Napoleone garantì l'indipendenza della Repubblica tramite una lettera consegnata dallo scienziato Gasparre Monge, commissario del governo francese. Offrì anche un allargamento territoriale, declinato dal governo sammarinese per evitare future rivendicazioni.
Cosa donò Napoleone?
Ordinò l'esenzione dei sammarinesi da qualsiasi imposta, donò mille quintali di grano e quattro cannoni da campagna (questi ultimi mai giunti a destinazione).