Salta al contenuto
San Marino Città · 24°C
IT EN
Fonte scritta · IX secolo

Placito
Feretrano

La pergamena del 20 febbraio 885 è il più antico documento che testimonia l'esistenza di una civitas libera e organizzata sul Monte Titano. Riporta una controversia fra il vescovo di Rimini e l'abate del monastero sammarinese, e per la prima volta afferma l'indipendenza della comunità dalla Chiesa di Rimini e del Montefeltro.

Datazione documento
885
Scoperta
1749
Dimensioni
360 × 650 mm

Fonte: Archivio di Stato della Repubblica di San Marino

Il Placito Feretrano, pergamena del 885 conservata nell'Archivio di Stato di San Marino
Pergamena
Copia fine XI secolo di un documento del 885
§ I — La scoperta

Un ritrovamento del Settecento

La pergamena è rinvenuta nel 1749 da Annibale degli Abati Olivieri nell'Archivio della Repubblica. Si tratta di una copia della fine dell'XI secolo, piuttosto scorretta, di un documento datato 20 febbraio 885. Misura 360 × 650 mm; numerose lacerazioni hanno danneggiato quattro righe e l'intero lato inferiore destro del testo. Numerosi studiosi si sono occupati dello stato di conservazione e della sua autenticità, da Cesare Manaresi allo svizzero Paul Aebischer. Le discussioni sull'integrità del testo e su eventuali interpolazioni restano aperte.

§ II — La controversia

Il vescovo e l'abate

Il Placito riporta un processo civile svoltosi in territorio feretrano fra due parti: Deltone, vescovo di Rimini, e Stefano, prete e abate del monastero di San Marino. Il vescovo accusava l'abate di aver usurpato alla Chiesa riminese alcune terre sul versante occidentale del Titano. La decisione fu affidata a Giovanni, vescovo del Montefeltro, coadiuvato da una trentina di giuristi e magistrati. Dopo lunga disputa, la vittoria andò all'abate sammarinese: Stefano riuscì a dimostrare che la Chiesa riminese non aveva mai posseduto quei beni.

Gli undici fondi riconosciuti al monastero
Toponimo Origine
CasoleDi incerto etimo
RavellinoTardo latino
FabbricaLatino fabrica
PetronianoLatino, dal gentilizio Petronius
PignariaLatino tardo
GrizianoLatino, dal gentilizio Grittius
ErvianoLatino, da Hervius
LaritinianoLatino, dal gentilizio Laretinius
FiorentinoLatino Florentinus
SilvoleLatino silva
FlagellariaLatino tardo
§ III — Perché è importante

Una civitas già libera

Il valore del Placito va oltre la decisione giudiziaria. Il documento testimonia che intorno all'885 sul Titano coesistono un castello e un monastero, con fondi coltivati da una popolazione agricola densa; e, per la prima volta in forma scritta, afferma l'indipendenza del territorio sammarinese dalla Chiesa di Rimini e dal Montefeltro. È la pietra miliare da cui parte la storia documentata della Repubblica. La narrazione storica prosegue con il Medioevo e la nascita dell'Arengo.

FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Che cos'è il Placito Feretrano?
Una pergamena che riproduce un documento del 20 febbraio 885: attesta una controversia civile del territorio feretrano e costituisce il più antico documento che testimonia una comunità libera sul Monte Titano.
Quando è stato scoperto?
Nel 1749 da Annibale degli Abati Olivieri nell'Archivio della Repubblica di San Marino.
Quali sono le dimensioni?
La pergamena misura 360 × 650 mm ed è danneggiata da lacerazioni che rovinano quattro righe e tutto il lato inferiore destro del testo.
Chi erano i contendenti?
Deltone, vescovo di Rimini, e Stefano, prete e abate del monastero di San Marino. Il vescovo sosteneva che Stefano avesse usurpato alla Chiesa riminese alcune terre sul versante occidentale del Titano.
Qual è stato l'esito?
Il giudice Giovanni, vescovo del Montefeltro, affiancato da una trentina di giuristi, assegnò la vittoria all'abate sammarinese: undici fondi (Casole, Ravellino, Fabbrica, Petroniano, Pignaria, Griziano, Erviano, Laritiniano, Fiorentino, Silvole, Flagellaria) vennero riconosciuti al monastero.