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Preistoria · Età romana

Prime comunità
del Titano

Diecimila anni prima della Repubblica, il Monte Titano è già abitato. Asce di pietra, urne villanoviane, patere etrusche, monete romane, oreficerie ostrogote: una stratificazione di civiltà che gli scavi del territorio sammarinese restituiscono nel dettaglio.

Neolitico
5000 a.C.
Età del Bronzo
2000 a.C.
Roma a Rimini
268 a.C.

Fonte: Museo di Stato della Repubblica di San Marino · Sezione archeologica

Ascia-martello in pietra del Neolitico rinvenuta sul Monte Titano
Neolitico
Ascia-martello in pietra, San Giovanni sotto le Penne
§ I — Neolitico e Bronzo

Le prime tracce

Le testimonianze più antiche risalgono al Neolitico, fra il quinto e il quarto millennio prima di Cristo. Un'ascia-martello in pietra, rinvenuta nella zona di San Giovanni sotto le Penne nel Castello di Borgo Maggiore, conferma la presenza di comunità stabili già in quell'epoca. Al 2000 a.C. circa si collegano i ritrovamenti dell'età del Bronzo nella zona di Casole, fra cui un'ascia in bronzo.

§ II — Villanoviani ed Etruschi

Urne e patere

Intorno al 900 a.C. si diffonde nella penisola la cultura villanoviana, il cui nome deriva dalla località Villanova, piccolo centro vicino a Bologna, dove nel 1853 Giovanni Gozzadini scoprì il primo gruppo di tombe attribuibili al periodo. Sul territorio sammarinese gli scavi nel sito di Castellaro hanno rinvenuto buche circolari con urne cinerarie, ossa e rocchetti decorati in terracotta: tipici segnali della pratica villanoviana di incenerimento e sepoltura. A Casole la presenza etrusca si attesta invece attraverso frammenti di vasi e patere colorate in rosso o in nero.

§ III — Romani

Dopo Ariminum

La fondazione della colonia romana di Ariminum (l'attuale Rimini) nel 268 a.C. inserisce il territorio del Titano nell'Aemilia, l'ottava regione augustea. I segni della colonizzazione rurale sono consistenti: tombe, fittili e amuleti a Fiorentino, a Castellaro e a Chiusa; a Domagnano sono state rinvenute 2.006 monete di epoca repubblicana; a Santa Mustiola vari fittili di impronta romana; una statuetta in bronzo del Mercurio, datata fra il I e il II secolo d.C. Il Placito Feretrano stesso, nei secoli successivi, conserva sei toponimi di origine latina: Fabbrica, Silvole, Griziano, Laritiniano, Petroniano, Erviano.

§ IV — Tesoro di Domagnano

Oreficeria ostrogota

Fine Ottocento: lavori agricoli nel Castello di Domagnano riportano alla luce un corredo funebre di straordinario pregio. Oggi noto come Tesoro di Domagnano, appartiene a una nobildonna vissuta probabilmente fra il V e il VI secolo d.C. Le suppellettili e gli oggetti di oreficeria, di epoca ostrogota, sono oggi distribuiti fra vari musei internazionali; al Museo di Stato è esposta una ricostruzione insieme agli altri reperti archeologici del territorio.

La storia prosegue con l'età medievale e la nascita delle istituzioni comunali della Repubblica.

FAQ · Risposte utili

Domande frequenti

Quando viene abitato per la prima volta il Monte Titano?
Le prime testimonianze di vita sociale risalgono al Neolitico, fra 5000 e 4000 a.C., con il ritrovamento dell'ascia-martello in pietra nella zona di San Giovanni sotto le Penne, nel Castello di Borgo Maggiore.
Cosa è l'ascia bronzea di Casole?
Un reperto della civiltà del Bronzo, datato intorno al 2000 a.C., rinvenuto nel Castello di Casole e conservato al Museo di Stato.
Ci sono tracce di presenza etrusca a San Marino?
Sì, a Casole sono stati ritrovati rottami di vasi e frammenti di patere colorate in rosso o in nero.
Cosa è il Tesoro di Domagnano?
Un corredo funebre di epoca ostrogota, scoperto nel Castello di Domagnano durante lavori agricoli di fine Ottocento, composto da oreficerie e suppellettili appartenenti a una nobildonna del V o VI secolo.
Dove sono esposti questi reperti?
Al Museo di Stato, con una sala dedicata alla ricostruzione del Tesoro di Domagnano.