Il pane piatto
La piadina è il piatto più antico e più diffuso della tavola sammarinese. La ricetta tradizionale mescola farina di grano, acqua, strutto di maiale e sale; un tempo l'impasto includeva una parte di farina gialla. Il Consorzio Terra di San Marino definisce la piada locale come una variante intermedia: più spessa della piadina riminese, meno alta di quella cesenate o ravennate. Si cuoce sul testo di terracotta o su una piastra in ghisa, per pochi minuti a fuoco vivo.
Come farcitura funziona con tutto: la classica combinazione stracchino, rucola e prosciutto crudo, i formaggi di fossa, il coppa, la salsiccia, e le erbe di campo bollite in primavera. Nei Castelli dell'entroterra la piadina resta un elemento del pasto quotidiano, non una variante turistica.
Paste fatte in casa
Il ricettario sammarinese condivide con la Romagna la cultura della pasta fresca all'uovo. Le tagliatelle al ragù sono il primo domenicale per eccellenza. I cappelletti in brodo di cappone sono il piatto del giorno di Natale, preceduti la vigilia dalla pasta e ceci. Gli strozzapreti, in dialetto "strozapret", sono preparati con farina, acqua e sale, arrotolati fra i palmi delle mani e serviti con ragù di carne e pecorino.
La polenta, tipica dell'inverno, si serve sul tagliere da cui prende nome ("polenta al tagliere"). La versione classica è con sugo di salsiccia e pecorino grattugiato; quella più ricca con sugo di uccelletti, lardo e salvia. Era il piatto unico dei contadini, oggi riproposto in alcune osterie del crinale e dei Castelli.
La cucina d'inverno
Tra le zuppe stagionali spiccano le cotiche di maiale con i fagioli, piatto robusto consumato nei mesi freddi. Scomparsa quasi del tutto la minestra dei "bobolotti": una sfoglia di farina, acqua e sale tagliata a quadrettoni, bollita con lardo e fagioli scuri. Nei secondi la tradizione segue il calendario: coniglio in porchetta per le feste, pollo al mattone, agnello arrosto a Pasqua, carne alla brace durante le sagre estive.
| Stagione | Piatto | Occasione |
|---|---|---|
| Autunno | Polenta al tagliere con salsiccia | Sagra d'autunno |
| Vigilia Natale | Pasta e ceci | Cena del 24 dicembre |
| Natale | Cappelletti in brodo di cappone | Pranzo del 25 dicembre |
| Pasqua | Agnello arrosto con patate | Pranzo pasquale |
| Estate | Tagliatelle al ragù, piadina | Sagre e feste patronali |
| 3 settembre | Banchetti medievali nei Castelli | Festa di San Marino |
Il tocco dolce
La torta Tre Monti è il dolce-souvenir più riconoscibile della Repubblica: strati di wafer friabile separati da crema al cacao e nocciole, ricoperti di cioccolato fondente. Il nome e la forma a triplice rialzo richiamano il profilo del Titano. Creata nel secondo dopoguerra, è oggi disponibile nelle pasticcerie del centro e nei negozi di prodotti tipici.
Accanto alla Tre Monti, il bustrengo è il dolce contadino per eccellenza: un budino rustico di pane raffermo, farina di mais, uva passa, fichi secchi, miele e scorza di limone, cotto al forno in teglia. La ciambella romagnola e i biscotti di mais sono due accompagnamenti classici del vino da meditazione, insieme alle castagnole di Carnevale e alle frittelle di San Giuseppe.
Il Consorzio Vini Tipici
I vini sammarinesi sono prodotti dal Consorzio Vini Tipici, nato nel 1979 per valorizzare le uve autoctone. Le produzioni principali sono cinque: il Sangiovese (corposo, strutturato), la Ribolla (bianco fresco), il Biancale (da tavola), il Brugneto (Riserva) e il Tessano (Riserva di Sangiovese). Le cantine e i vigneti si trovano nei Castelli di crinale con altitudini fra i 150 e i 500 metri, su terreni argilloso-calcarei.
Il tour enogastronomico completo è descritto nell'itinerario gastronomico del Titano, che attraversa cinque ristoranti storici. Chi vuole combinare cucina e territorio può partire dalle pagine dei nove Castelli: ognuno ha sagre e locali tradizionali diversi.